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Forza vs Destrezza

Scritto da il Mar 29, 2019 in Fare | 0 commenti

Forza vs Destrezza

El Torcal de Antequera 🔥Ci sono due modi per affrontare le situazioni critiche come l’arrampicata:😡-una è con la forza, dettata dall’istinto (attacco e fuga) generando un’azione reattiva✅-l’altra è con la destrezza, scaturita dalla consapevolezza/scelta che opera un’azione proattiva. Da questi due modi di approcciare dipende in primis la sicurezza, poi il divertimento ed in fine il miglioramento‼️ La reazione non è mai stata una bella esperienza, anche perché imprevedibile e soprattutto sarà difficilmente replicabile, non lasciando una traccia per il miglioramento. La forza è limitata mentre la destrezza è illimitata. La forza è genetica ☯️ La destrezza si sviluppa 🔥 La forza si perde e si consuma‼️ 🧞‍♂️ la destrezza cresce insieme alla qualità dell’esperienza…diventando Potere ☯️ Nell’arrampicata comprendere questa differenza è fondamentale per chi si vuole cimentare ad alti livelli o per chi vuole arrampicare divertendosi fino e ben oltre l’età “pensionabile” …io! Per me l’arrampicata rappresenta una ricerca del modo di esprimere il mio inespresso…represso dall’addestramento sociale🙏 Quindi eviterò di alimentare i modelli frenanti, del “produrre”, del “ci devo riuscire”, “devo arrivare in cima” o di dare i numeri e le misure a tutto, limitando il tutto e se stessi. Questi comportamenti io li ho ed è proprio per questo che do potere alle nostre capacità di avere cura di sè ed alla volontà di unirci nell’ambiente sacro dell’equilibrio, dell’efficienza e della sostenibilità. Nel mio mondo le persone vogliono crescere insieme ad altre e sono disposte a condividere il proprio potere. Coltivando Le radici della passione e del successo personale ci permetteremo la felicità 🙏 E tu cosa fai per riuscire ad esprimerti al meglio? Seguimi anche sul mio canale YouTube English Translation 🔥There are two ways to deal with critical situations such as climbing: 😡One is with force, dictated by instinct (attack and escape) generating a reactive action ✅The other is with dexterity, born from the awareness / choice that operates a proactive action. From these two ways of approaching depends first and foremost safety, then fun and finally improvement ️🌀 The reaction has never been a good experience, also because it is unpredictable and above all it will be difficult to replicate, not leaving a trace for improvement. Strength is limited while dexterity is unlimited. Strength is genetic Dexterity develops 🔥 Strength is lost and consumed‼ ️ Dexterity grows along with the quality of experience … becoming Power ☯️ In climbing, understanding this difference is essential for those who want to try their hand at high levels or for those who want to climb and have fun until well past the “retirement age” … how I want to do itI! For me, climbing represents a search for ways of expressing my unexpressed … repressed by social training🙏 So I will avoid feeding the restraining models, the “produce”, the “I have to succeed”, “I have to get to the top” or give the numbers and measures to everything, limiting the whole and themselves. I have these behaviors and it is precisely for this reason that I give power to our ability, to take care of ourselves and the desire to unite in the sacred environment of balance, efficiency and sustainability. In my world people want to grow together with others and are willing to share their power. By cultivating the roots of passion and personal success we will allow ourselves happiness 😍 And what do you do to be able to express yourself at your...

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Cos’è la realtà?!

Scritto da il Dic 29, 2011 in Fare | 3 commenti

Cos’è la realtà?!

Cos'è la realtà?! Il nostro cervello genera una realtà in base alle informazioni che riesce ad apprendere e ad elaborare… Quando le informazioni sono multiple caotiche e contraddittorie si tende a generare una realtà di "comodo"…. La realtà dell'orticello, prevede una zona di comfort esasperata, si arriva a dimensioni di una tana, di 30mq, con una sola uscita, un tempo "libero" settimanale di qualche ora, da impiegare al consumo…però ci sono le ferie… ormai "ponticelli" diroccati… guardate le vacanze di Natale… Questo genera ristrettezza mentale… non c'è più tempo per pensare!!! Allora si delega a qualcun altro la responsabilità politica!!!!! La politica è a garanzia dello stile delle nostre vite! Da anni cerco di dare realtà ad una alternativa conducendo una vita diversa dalle aspettative e dai soldi ma piena di natura e salute, conoscenza e condivisione… pensiero e tempo! Ogni mattina mi sveglio e scelgo cosa voglio fare! Ogni giorno mi impegno a fare ciò che mi piace! Perché non ci riescono tutti? "Tutti" sono coloro che credono nei valori della cultura vigente… profondamente radicati: Benessere = non avere responsabilità avere garantito il lavoro a vita… non "impegnandosi".. Libertà = avere un giorno a settimana per poter comprare oggetti che crediamo di avere bisogno, 30 giorni su 365 di lavoro (che non piace) ed essere liberi di poter amare…. Amore = dipendere da una persona ed avere bisogno di questa per vivere e creare un nucleo familiare ristretto in una casa di "proprietà"… il mutuo!!! Possesso di cose materiali = libertà… Questi valori sono una menzogna!!!!!!!! La verità è che il benessere, la libertà e l'amore si fondano sull'impegno, sull'informazione e sulle responsabilità… sul potere di gestire le proprie vite!...

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Il Dubbio

Scritto da il Ago 18, 2011 in Fare | 0 commenti

Il Dubbio

DI JIDDU KRISHNAMURTI Io penso che dobbiamo parlare insieme di qualcosa di fondamentale importanza, qualcosa di cui ogni essere umano dovrebbe occuparsi perché riguarda la nostra vita, la nostra attività quotidiana, il modo in cui noi sprechiamo i giorni e gli anni della nostra vita. Perché? E a che scopo? Noi nasciamo e moriamo, e in questi anni di dolore e di angoscia, di gioia e di piacere, si perpetuano l'eterna battaglia e l'eterno sforzo di andare in ufficio o in fabbrica per quaranta o cinquant'anni, di cercare di dare la scalata al successo, di accumulare denaro, piacere, esperienza, conoscenze; e alla fine, la morte. Alcuni scienziati dicono che l'uomo progredisce grazie alla conoscenza. È proprio così?  Noi sappiamo un'infinità di cose su molti argomenti – biologia, archeologia, storia e così via – ma non sembra che questa conoscenza abbia modificato l'uomo in maniera radicale, profonda.  Non fanno che perpetrarsi il conflitto, la lotta, il dolore, il piacere, l'eterna battaglia di sempre per l'esistenza.  Poiché noi vediamo che tutto ciò continua ad accadere in ogni paese e a ogni latitudine, di che cosa si tratta? È molto facile rispondere con una spiegazione emotiva, romantica, nevrotica, oppure intellettuale o razionale.  Ma se voi mettete da parte tutte queste cose che, per quanto intellettuali dimostrano tutte una certa superficialità, io penso che si tratti di una domanda molto importante.  È importante porsela ed è importante trovare una risposta personale senza lasciarsi condizionare da un prete, da un guru o da un qualsiasi concetto filosofico, senza affermare niente, senza credere in niente, senza coltivare alcun ideale, ma soltanto una profonda osservazione.  In caso contrario, la nostra sarà una vita fatta di automatismi. Il nostro cervello si è abituato a un modo di vivere mecca­nico; ora, una parte del cervello deve essere necessariamente meccanica, per quanto riguarda l'acquisizione della conoscenza e nell'uso ingegnoso di questa conoscenza in ogni circostanza della vita, in ogni azione ester­na, e da un punto di vista tecnologico. Ma la conoscenza che abbiamo acquisito – e di conoscenza possiamo accumularne sempre di più – non risponde alla domanda fondamentale: qual è il significato, in che cosa consiste la profondità della nostra vita? Noi vediamo bene che tutta l'umanità deve creare un'unità, perché soltanto così la razza umana sopravviverà fisicamente e biologicamente. Non saranno certo i politici a risolvere questo problema, non l'hanno mai fatto! Al contrario, manterranno le separazioni: da ciò traggono grandi vantaggi. L'umanità deve unirsi, è un fatto fondamentale per la sua esistenza, che tuttavia non può accadere attraverso regole, dogmi burocratici, leggi e cose del genere.  Quando dunque noi osserviamo tutto ciò dal nostro punto di vista di esseri umani che vivono nel caos di un mondo praticamente impazzito – la vendita di armamenti per profitto, l'uccisione di persone in nome di un'idea, di una nazione, di un dio -che cosa dobbiamo fare? E a che scopo tutto ciò?  Le religioni hanno cercato di dare un senso alla vita: parlo delle reli­gioni istituzionalizzate, propagandistiche, ritualistiche. Ma nonostante i duemila o i diecimila anni di vita, l'uomo ha semplicemente affermato certi principi, certi ideali, certe deduzioni, ma lo ha sempre fatto a paro­le, sempre in maniera superficiale e irrealistica.  Perciò, se siamo seri – e dobbiamo esserlo, altrimenti non viviamo in maniera reale, il che signi­fica che non sorridiamo o non ridiamo mai – seri nel senso di un impe­gno totale rispetto al problema globale dell'esistenza, penso diventi molto importante scoprire un senso personale della vita. Quando dunque ci chiediamo qual è il senso globale della vita, ci troviamo di fronte al fatto che il nostro cervello è prigioniero in un solco, in un'abitudine, in una tradizione, nel condizionamento dell'educazione ricevuta, coltiva soltanto conoscenza, informazioni e funziona così in maniera sempre più meccanica.  Per approfondire questo problema deve regnare un grande dubbio.  Dubbio e scetticismo sono fondamentali perché, rinnegando tutto quanto l'uomo ha...

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Pausa per aria

Scritto da il Giu 9, 2010 in Fare, Intento | 6 commenti

Pausa per aria

Mentre osservo delle api che continuano a sbattere sul lampadario mi torna in mente un dilemma infantile.. perché gli insetti sono attratti costantemente dalla luce fino a morirci? continuo ad osservare ed entro nella domanda… e se io fossi loro… me ne accorgerei?! Anche io, come molti, aspiro alla conoscenza o alla cosiddetta illuminazione, anche io con la mia frenesia del credo mi impegno ripetutamente ed assiduamente.. Poche api tendono alla luce…ma spesso sono in gruppetti di due, tre o addirittura quattro e sferrano attacchi od incontri con la luce in maniera sistematica e si riposano insieme fra un tentativo e l'altro…fino a ritrovarsi inermi al suolo.. cos'è giusto? esistono gradi di giusto? ma soprattutto… il fatto di trovarsi di fronte ad un corpicino inanimato vuol dire che quelle api sono state stupide? e se invece avessero mutato realtà per scelta ed abbandonato quel misero corpo?! d'altronde noi ci trasformiamo ogni volta che acquisiamo coscienza … Marco...

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Formazione

Scritto da il Apr 11, 2009 in Fare | 12 commenti

Formazione

Primo principio della formazione Empatia! Rispetto! Accettazione! Primo principio della formazione Predisposizione, Bene-disposizione Sia il formatore che l'alunno ascoltano ed imparano! Primo principio della formazione Aiuta solo chi vuole essere aiutato! Primo principio della formazione Umiltà Sia l'alunno che il formatore non finiscono mai di imparare Primo principio della formazione Voglia di crescere Primo principio della formazione tutti meritano di crescere Tutti possono crescere Primo principio della formazione Usare la paura.. Veicolare la paura in attenzione nel metodo Primo principio della formazione Un passo e metabolizzazione precisione = efficacia….  lentezza e calma= Velocità assoluta Primo principio della formazione se vuoi motivare, dai gioia attraverso la gioia. la saggezza è il frutto di lunga disciplina ed esercizio, tuttavia chi la possiede, lo fa senza fatica. é sempre in cammino e raggiunge la meta, non perchè cerca….cresce. Marco...

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Il primo passo

Scritto da il Apr 6, 2009 in Fare | 1 commento

Il primo passo

Il mio cammino verticale è lungo e ricco di emozioni e profonde esperienze legate ad esse. Ogni giorno mi attacco e riparto cercando di trovare nuove capacità! Il cammino è uno ma la ricerca è varia e profonda, essa dipende da dove metto il piede e come… Salire… Andare… Fare… Vivere! Il mio vissuto mi dice di metterlo in maniera da poterci portare il peso sopra agevolmente per preparare il prossimo passo… Ma cosa ho davanti ora? Cosa mi offre il contesto? -ho trovato un bellissimo e solidissimo sasso… -ci metto subito il piede sopra… Ma il nostro cammino è importante come una mulattiera di montagna con burroni e precipizi…perché ne va della nostra vita..ora! -testo la stabilità del sasso, se lega con il mio contesto (sentiero)… Le nostre scelte devono essere condivise da chi ci accompagna! -la forma del sasso permette di reggere l’appoggio o scivola? -se il sasso è stabile e permette un appoggio confortevole? Tutto ciò è bellissimo perché ho trovato la gioia di farlo facendolo! L’umiltà del silenzio interiore senza il frastuono di illusioni e aspettative fa si che ogni giorno mi lascio sorprendere dalla varietà di sassi che incontro! Sono tutti bellissimi e li apprezzo ed ammiro…ma non salgo su tutti! -lui è davanti a me, comodo e stabile… -ci porto il peso sopra e … ricomincio! Ogni giorno scopro la semplicità di questi gesti e … inizio a  RESPIRARE! Marco...

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Normalità

Scritto da il Feb 28, 2009 in Fare | 0 commenti

Normalità

Normalità è la media! Rappresenta i comportamenti della maggioranza delle persone che attingono da un sistema di valori condiviso. In primis.. il sistema di riferimento è in crisi! Questo vuol dire che i valori che orientano i modi del sociale non sono in armonia… Secondo… un sistema armonioso si regge sull'importanza del differente ruolo che ogni  singolo ricopre. Con ruolo si intendono le mansioni basate sulle competenze, capacità e responsabilità di ogni individuo. Le competenze e le capacità si costruiscono sulla base di una scelta individuale che porta la persona alla gratificazione del proprio sé attraverso l'espletamento delle sue specifiche funzioni…questo processo è delicato perché le scelte vengono purtroppo influenzate dalla "normalità" piuttosto che dall'ascolto del proprio essere e quindi si perde di forza decisionale e quindi di efficacia! Quindi l'unico criterio valido di selezione è la gioia! Se una persona trova la gioia attraverso quello che fa' …lo farà bene! Le responsabilità in gioco invece riguardano si l'individuo ma soprattutto l'individuo come parte di un sistema! Il senso civico si basa sulle responsabilità e il rispetto di ciò che ci compete e di ciò che non ci compete! Accettando ciò che siamo faremo in serenità e con dignità quello che ci dà...

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Senza parole

Scritto da il Feb 6, 2009 in Fare | 0 commenti

Senza parole

Nei momenti in cui mi sento esplodere di emozioni nei momenti più importanti nei momenti in cui le parole servirebbero a portare chiarezza ed amore nei momenti in cui le mie idee sono troppo per una persona in quei momenti la parola mi sfugge! Mi rifugio in sguardi curiosi di un bambino che mi sorride! la forza è nella nostra debolezza! Come una goccia d'acqua…. esile e labile può essere fresca e necessaria…. quella goccia goccia che la mattina ci doccia… quella goccia goccia che negli anni fa il buco… quella goccia goccia che rappresenta l'incisività di un banale gesto ripetuto e ripetuto… quella goccia goccia che inesorabile scandisce il tempo umano… quella goccia goccia che diventa costanza attraverso la fede e che realizza le nostre vite… ritrovo la parola vivendo! Marco...

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Ferite

Scritto da il Dic 24, 2008 in Fare | 1 commento

Ferite

Il dolore sgorga apparentemente senza limiti la sfera emotiva lacerata una nebbia offusca i nostri sensi artefici e carnefici focalizziamo il problema… l'idea si impossessa di noi fissandosi saldamente mi sottopongo a tortura.. Il mio corpo è ricoperto di cicatrici a testimonianza di un vissuto rappresentazione di errori rimarginati e a cui ho posto rimedio Sarà la mia conoscenza a curare sarà il mio istinto a tamponare la perdita sarà la fede a trasformare i tagli profondi in nuova pelle più forte sarà la mia coscienza a guarire forte di credere che tutto ciò mi porta a capire, pesare… …ogni attimo …ogni cosa …ogni segnale esalta le mie percezioni predispone le condizioni ottimali all' ascolto sarò più attento a ciò che mi circonda Il processo armonioso fa il suo corso responsabilizzando ogni parte!!!...

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Un giorno felice

Scritto da il Dic 18, 2008 in Fare | 1 commento

Un giorno felice

Mi sveglio nel tepore di un letto… coperto da pesanti lenzuola che mi schiacciano e mi fanno sentire abbracciato… la sveglia suona da un'ora… tanto quello che dovevo fare non era "importante"… tiro fuori il braccio e accendo il pc, già connesso, sul comodino…. buon giorno mondo! mi sveglio con le ultime impressioni sciistiche che riecheggiano nella mia mente… "buttati e lasciati scivolare…..fai quello che sai!" Penso alle priorità della giornata… mi devo allenare e ho un corso! sono in un limbo…su roccia non mi posso allenare e quindi mi avanza tempo… il fatto che avanza vuol dire che lo impegno male…eppure oggi mi sento diverso dal solito…rinuncio facilmente agli impegni mattutini e mi ritrovo in palestra ad allenarmi….sono contento!!!! Il fatto di lasciarmi scivolare gli impegni e le responsabilità di dosso mi hanno fatto capire quanto mi piace insegnare…. Con il tempo sto imparando ad avere dei rapporti con un livello di empatia paragonabili all'intimità… Provo tutto quello che prova il mio allievo….. Lo voglio fare felice…. sarò...

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