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Settembre 30, 2013

1. La pratica dell’ Equilibrio

Le fasi della creazione

  1. Intenzione
  2. Attenzione Divisa 
  3. Azione
  4. Manifestazione

QUANDO MI RENDO CONTO DEL PROCESSO RAGGIUNGO UN'AZIONE CONSAPEVOLE.

Affinché posso accorgermi di essere "coscientemente creatore" è indispensabile la coerenza tra le fasi.

 

L'intenzione è la creatrice

La chiave o nocciolo della scoperta dell'io risiede proprio nel riconoscimento dell'Intenzione dell'io che manifesta la nostra realtà come azione.

Da questo momento in poi le cose accadono per scelta consapevole o no….

Immettendo nel sistema l'attenzione/osservazione sul processo di creazione/azione posso risalire all'intenzione e quindi conoscere parte dell'IO

"quella parte di unione tra desiderio e volontà"

La cura del dettaglio fa si di facilitare e mantenere l'attenzione focalizzata.

Con la precisione demoliamo la meccanicità che rappresenta la reazione cioè un'azione non consapevole che si basa su delle informazioni riguardanti situazioni del passato e che evidentemente non posseggono attinenza con il presente.

La precisione è quella pianta che cresce nel terreno della quiete.

Per precisi si intende mantenere l'attenzione sulle priorità.
Per essere preciso mantengo l'attenzione focalizzata su ogni singolo interesse fino a determinarne l'esecuzione/fine.

Quindi seleziono la priorità, la organizzo, la eseguo mantenendo l'attenzione divisa e poi ne constato il termine.

Più aumentano le informazioni da gestire, e di conseguenza le scelte di azione, più sarò lento e meno efficace.

Per osservare, studiare e definire le priorità, segmento ogni singolo gesto, riducendo al minimo le sequenze di movimenti , creando una condizione ottimale di mantenimento dell’attenzione e di possibilità di gestione delle informazioni raccolte durante l'esecuzione.

Attraverso l'investimento del tempo posso analizzare ed ascoltare ogni singola parte del corpo per farla muovere secondo l’ordine di priorità acquisendo determinazione e decisione.

Per focalizzare sarò lento/cauto, paziente con me stesso attraverso la definizione di un contesto favorevole.

La grande sfida è quella di diventare attivo sostituendo la reazione con l’AZIONE e diventare il responsabile del mio stato (prenderne coscienza).

La quiete genera l'azione.

Questo modo di agire viene spiegato con il termine PRESENZA.

La presenza dà l'opportunità di analizzare costantemente quello che accade intorno a sé per capirne il perché e modificarlo.

Quello che accade intorno al sé provoca delle sensazioni ed emozioni che gestisco attraverso il RICORDO DI Sé (attenzione divisa)

Quale sé mi ricordo?

Partiamo dal sé biologico per poi apprendere gli strumenti per definire gli aspetti del sé non ora visibili.

Dato che userò l'arrampicata per praticare  lo sviluppo avrò bisogno di definiremo un sé biomeccanico.

Chi ha frequentato il corso Open Climb è già a conoscenza del fatto che l'asse longitudinale, che passa lungo il corpo dalla testa ai piedi, rappresenta il sé biomeccanico, il quale direziona il peso e lo spostamento, per comodità individuato nella schiena, quindi esso rappresenta la mia attenzione primaria o Ricordo del sé.

L'attenzione (presenza) la dirigo sulle priorità, dato che le priorità hanno un ordine, dopo ogni azione conseguente l'attenzione, ricomincio con una definizione di nuova priorità.

Con l'attenzione primaria intendo che non solo definiamo una priorità ma che questa priorità, la schiena (il sé) rappresenta l'inizio e la fine di ogni azione (Ricordo del sé).

Quindi partiremo eretti faremo un'azione che ci curverà per poi tornare eretti, l'alternanza di queste due qualità rappresenterà il ritmo e la qualità stessa dell'andatura.

Marco Nescatelli

 

Marco Nescatelli
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Marco Nescatelli


Marco Nescatelli, ideatore di KataClimb Maestro di Arrampicata Sportiva dal 1992. Direttore e fondatore dell'Accademia di arrampicata Roma Center Climb.

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